Simbolismo

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I Cavalieri e le Dame dell’Ordine si riuniscono nel Tempio, per procedere lungo un percorso, denominato “perfezionamento”, che li condurrà verso la conoscenza di se stessi, della società e di Dio.

Il Tempio e il perfezionamento indicano che l’Ordine è una società esoterica.

Il termine “esoterico”, che significa “interno”, designa un insieme di dottrine caratterizzate dal segreto, che è una forma di riservatezza che viene usata per indicare insegnamenti dedicati esclusivamente a coloro che stanno all’interno della comunità. Il suo contrario è “essoterico”, che significa “esterno” e si riferisce invece a insegnamenti rivolti a tutti. 

Oltre al segreto, le società esoteriche sono fondate sull'iniziazione, ossia su una cerimonia rituale mediante cui si è ammessi al suo interno. La caratteristica fondamentale dell’iniziazione consiste in un complesso rituale denominato “morte/resurrezione”, mediante cui l’iniziando passa da uno stato precedente (detto del profano) a uno stato nuovo (detto dell’iniziato): egli muore per rinascere a nuova vita. Riti d’iniziazione sono presenti in tutte le concezioni dell’uomo, dall'antichità ai nostri giorni.

Segreto e iniziazione richiedono, a loro volta, il perfezionamento, ossia le modalità mediante cui si migliora se stessi passando ritualmente a gradi sempre più alti di conoscenza. Segreto, iniziazione e perfezionamento sono pertanto i pilastri che sorreggono una società esoterica. Sia i riti d’iniziazione e di passaggio sia le verità rivelate solo agli iniziati sono denominati “misteri”. Nell'antichità, assunsero particolare rilevanza i misteri orfici.

La tradizione esoterica è rinvenibile nelle grandi religioni dell’umanità. Essa si sviluppa all'interno delle religioni dell’Estremo Oriente, come il Buddismo e il Bramanesimo, assumendo le forme del Tantrismo e del Buddismo Zen. Essa opera anche all’interno dell’Islamismo nelle forme del Sufismo e attraversa, infine, tutta la storia del Cristianesimo a cominciare dallo Gnosticismo delle origini, per passare alla Qabbalah cristiana nel Rinascimento e per manifestarsi con il Cattolicesimo esoterico francese e bavarese nel XIX secolo. Altre forme di esoterismo sono rinvenibili anche in società non religiose, come l’esoterismo neopagano del Rinascimento, il Martinismo, l’Antroposofia di R. Steiner e la Massoneria.


 

Il Tempio

Il Tempio è il luogo sacro, separato dai luoghi profani, ove avviene il perfezionamento. La forma architettonica del Tempio rappresenta e simbolizza l’universo. Dall’antichità ai nostri giorni sono stati considerati Templi un giardino, una terrazza, una grotta, una capanna, una montagna, una torre, un palo. Famoso è il Tempio di Salomone, edificato su ciò che era considerato l’ombelico del mondo, che ha profondamente ispirato società esoteriche moderne come la Massoneria. Il Tempio è il microcosmo ove si realizza compiutamente la dottrina esoterica dell’Ordine.

Il Tempio dell’Ordine presenta le seguenti caratteristiche.

La pianta del Tempio è un rettangolo diviso in due parti: il vestibolo e il Tempio propriamente detto la cui pianta è un quadrato perfetto. 

Si accede al Tempio dal vestibolo attraverso una porta delimitata da due colonne, sul cui architrave è scritto “Conosci te stesso”.

Nella pianta quadrata del Tempio è tracciato un triangolo equilatero, con la punta rivolta a Oriente (Est) e i due angoli della base rivolti a Occidente (Ovest).

A ogni punta del triangolo corrisponde una Colonna.

Nella punta a Oriente, vi è la Colonna corinzia (A), dorata.

Nella punta a Nord-Ovest, vi è la Colonna dorica (B), nera.

Nella punta a Sud-Ovest, vi è la Colonna ionica (C), bianca.

La colonna A rappresenta la Ragione e si esprime con la Saggezza. La sua disciplina è la Filosofia.

La colonna B rappresenta le Passioni e si esprime con il Desiderio. La sua disciplina è la Scienza.

La colonna C rappresenta i Sentimenti e si esprime con l’Amore. La sua disciplina è la Religione.

La Colonna dorica simbolizza il Triangolo equilatero, la figura geometrica primordiale usata dal Demiurgo di Platone per creare il mondo. Essa è all’origine del Tutto.

La Colonna ionica simbolizza il Quadrato che rappresenta i quattro elementi (Aria, Fuoco, Terra, Acqua) del mondo sensibile. 

La Colonna corinzia simbolizza il Cerchio che rappresenta la perfezione verso cui devono tendere tutte le cose. Essa è il fine del Tutto. 

Sotto la Colonna corinzia dorata a Oriente siede il Commendatore (o il Gran Maestro, il Gran Priore, il Priore se sono loro a presiedere la Cerimonia).

Sotto la Colonna dorica nera a Nord-Ovest siede il Primo Guardiano, che controlla i Cavalieri e le Dame seduti a Sud.

Sotto la Colonna ionica bianca a Sud-Ovest siede il Secondo Guardiano, che controlla i Cavalieri e le Dame seduti a Nord.

Il Primo e il Secondo Guardiano stanno sotto le due Colonne che delimitano la porta del Tempio, fino a quando tutti i partecipanti alla Cerimonia non sono entrati. Poi chiuderanno la porta e andranno a sedersi sotto le rispettive Colonne.

Nella parte centrale del Tempio, vi è un Tappeto a scacchi bianchi e neri, che va dal centro del Tempio allo scranno del Commendatore a Oriente. Esso rappresenta la lotta tra il Bene e il Male.

Sui due lati opposti del tappeto, siedono i Cavalieri e le Dame secondo il loro Grado. 

Nelle file di sedie a Sud, siedono i Cavalieri e le Dame del Primo Grado, occupando la prima fila di sedie (Cavalieri e Dame della Terra), e del Secondo Grado occupando la seconda fila di sedie (Cavalieri e Dame del Mare).

Nelle file di sedie a Nord, siedono i Cavalieri e le Dame del Terzo Grado (Cavalieri e Dame del Cielo).

Alla destra del Commendatore, siedono i Gran Priori, i Membri del Consiglio direttivo di Dignity internazionale.

Alla sinistra del Commendatore, siedono i Priori, i Commendatori e i Membri del Consiglio dell’Ordine.

Il Gran Maestro, se presente, siede accanto al Commendatore. 

Le Pareti del Tempio sono di colore azzurro (distintivo dell’Ordine) mentre il Soffitto è blu notte con le stelle, per rappresentare la volta celeste.


La Luce

Tutti gli Ordini iniziatici, in maniera diversa, s’ispirano alla luce. Fin dall'antichità l’uomo ha usato il termine “luce” per caratterizzare il divino. Si pensi alla luce nella creazione della Bibbia, che è all’origine dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islamismo. La luce ha anche ispirato le manifestazioni del divino nelle società arcaiche. 

L’immagine della luce, per indicare il principio assoluto dell’essere, rappresenta un fondamento comune a tutto il pensiero filosofico antico. Infatti, secondo Parmenide, la luce indica il principio che, insieme con le tenebre che sono il suo opposto, darebbe origine a tutte le cose. Platone usa la luce per rappresentare l’idea del Bene, mentre Aristotele vi fa ricorso per descrivere l’intelletto attivo. Nel neoplatonismo, con Filone e Plotino, la luce esprime la divinità. Come Platone, Agostino sostiene che la conoscenza è possibile perché l’uomo è illuminato da Dio. Questa concezione sarà ripresa dalla tradizione platonico-agostiniana del medioevo, in cui Dionigi Areopagita vede in Dio la luce che illumina l’intelletto umano. A Dionigi e ad Agostino s’ispira la scuola francescana dei secoli XII e XIII con Bonaventura. Sempre ad Agostino e alla sua immagine della luce divina si rifanno Malebranche nel Seicento e Rosmini nell'Ottocento.

L’immagine della luce, tuttavia, non viene solo impiegata per  rappresentare il divino ma anche la ragione umana. Si parla così di Illuminismo per indicare ogni forma di pensiero che si propone d’illuminare la mente degli uomini per liberarli dalle tenebre dell’ignoranza e della superstizione attraverso la conoscenza e la scienza. L’Illuminismo così inteso si trova già nel mondo greco e designa l’atteggiamento antitradizionalista dei sofisti, che negarono i valori assoluti e la verità. Illuministi possono essere considerati anche gli scettici, gli stoici e gli epicurei. L’Illuminismo settecentesco, che ha profondamente influenzato il pensiero  filosofico e scientifico dell’Occidente, nacque in Inghilterra ma si diffuse in Francia e da qui in Germania e in Italia.

Dall'antichità ai nostri giorni, il concetto di “luce” ha assunto significati diversi, che possono essere distinti secondo le seguenti categorie: luce originaria, luce divina, luce intellettiva, luce morale.

Nel Tempio dell’Ordine, la luce svolge un ruolo fondamentale, come sarà ben evidenziato nei passi del Rituale.


L’iniziazione

 

L’iniziazione, attraverso il rito morte/resurrezione, trasforma il profano in Cavaliere o Dama dell’Ordine. Il profano muore per rinascere Cavaliere o Dama. Riti d’iniziazione si trovano in tutte le religioni. Nel Cristianesimo, esso è dato dal Battesimo: l’uomo non nasce cristiano ma lo diventa con il Battesimo. E’ proprio il Battesimo che crea l’uomo cristiano. Analogamente, è l’iniziazione che crea gli adepti dell’Ordine, i quali acquisiscono il diritto di farne parte. A tale diritto corrisponde, tuttavia, il dovere di perfezionarsi percorrendo la via iniziatica, che significa passare a gradi superiori di conoscenza, per meglio intendere l’uomo nel suo rapporto con gli altri uomini, con la natura e con Dio. 

Dopo l’iniziazione, Cavalieri e Dame sono pronti per percorrere la via iniziatica. Metaforicamente, si trovano tutti sulla stessa linea di partenza. L’iniziazione li ha resi tutti uguali. Poiché la via iniziatica è acquisizione di conoscenze, ogni adepto percorrerà la propria via nel presupposto della sua soggettività, che è unica ed esclusiva. La sua via iniziatica è, perciò, diversa dalla via di tutti gli altri, con la conseguenza che alcuni impareranno meglio e prima degli altri mentre altri resteranno indietro. La soggettività segnerà la differenza fra Cavalieri (Dame) nonostante la partenza comune. 

Dopo l’iniziazione, si accede al Primo Grado, denominato “Grado della Terra”. I Cavalieri e le Dame, caratterizzati dalla Fascia nera, si dedicheranno alla conoscenza di se stessi, come Socrate ha insegnato, studiando Filosofia, Psicologia e Morale.

Il Secondo Grado è denominato “Grado del mare”. I Cavalieri e le Dame, caratterizzati dalla Fascia blu, si dedicheranno alla conoscenza degli altri studiando Filosofia, Sociologia, Politica e Storia.

Il Terzo Grado è denominato “Grado del cielo”. I Cavalieri e le Dame, caratterizzati dalla Fascia bianca, si dedicheranno alla conoscenza della natura e di Dio studiando Filosofia, Scienze naturali e Teologia. Avendo acquisito tutte le conoscenze necessarie per la saggezza, egli può governare l’Ordine assumendone i ranghi di Gran Maestro, Gran Priore, Priore e Commendatore.

L’iniziazione e il passaggio da un Grado all’altro si svolgono secondo una complessa Cerimonia che scandisce e attua le diverse fasi del Rituale. Sebbene Cerimonia e Rituale siano strettamente connessi essi adempiono a funzioni diverse: il Rituale è il contenuto mentre la Cerimonia è la forma. Contenuto e forma sono entrambi essenziali per la via iniziatica. Vi sono, pertanto, un Rituale e una Cerimonia per l’iniziazione e Rituali e Cerimonie per il passaggio da un Grado all’altro.


I Simboli

L’Ordine, come tutte le altre società esoteriche, è costituito da percorsi individuali che sono, di per sé, incomunicabili. Tuttavia, all’interno della comunità, la comunicazione avviene mediante l’utilizzo dei simboli, che favoriscono l’astrazione e la sintesi. Tipico è il caso delle scienze esatte (matematica, geometria, logica, chimica, fisica teorica), nelle quali il simbolismo è anche la sintesi di molte idee non comunicabili a coloro che non sono in possesso delle conoscenze adeguate. L’Ordine, quindi, è un insieme di conoscenze, rappresentate da segreti e misteri espressi in simboli. Nasce così un linguaggio simbolico noto solo agli iniziati. Solo colui il quale conosce i simboli può comprendere e partecipare alle Cerimonie. 

L’uso dei simboli è molto antico e si lega ai misteri delle religioni. I misteri eleusini furono riti religiosi antecedenti la civiltà greca, che si celebravano nel Santuario di Demetra, nell’antica città di Eleusi , fin dal  VII secolo a.C., prima che Eleusi divenisse parte dello Stato ateniese. 

I pitagorici ripresero dai misteri eleusini l’esotericità dei loro insegnamenti, che non erano destinati al pubblico ma solo agli iniziati i quali avevano l’obbligo di non rivelarli ai non iniziati. Ippaso di Metaponto rivelò l’esistenza dell’irrazionale, scoperto dai pitagorici, e per tale colpa venne cacciato dalla scuola e maledetto in eterno. 

Al di fuori della tradizione esoterica, l’uomo ha sempre fatto ricorso ai simboli, quando ha cercato di esprimere la propria visione del mondo e della vita, in una prospettiva sia magica sia razionale. Si pensi al significato della “croce” nelle origini e negli sviluppi del Cristianesimo, oppure all’espressione delle forme più astratte dell’intelletto umano. 

I simboli  proiettano l’uomo nella dimensione del sacro e gli fanno acquisire la capacità di scoprire i segreti delle cose ordinarie, comprendendone le luci e le ombre, gli abissi e le vette, gli enigmi della vita. 

E’ proprio il simbolismo che rappresenta il fondamento comune a tutti gli adepti dell’Ordine. Attraverso la sua simbologia, l’Ordine riesce a parlare , al di sopra di tutte le contingenze storiche, un linguaggio unico ed universale, che è anche immutabile. In tal modo, si garantisce anche la continuità nella tradizione esoterica. Se si elimina il simbolismo, si distrugge il fondamento iniziatico. 

Tutte le figure geometriche parlano un linguaggio speciale, che avrebbe molto da dirci, se noi avessimo... occhi e orecchie. Lo stesso vale per i segni, le lettere, le parole e i discorsi.

Il primo simbolo, considerato primordiale e successivo solo al  punto, è quello del triangolo equilatero  o delta , presente in quasi tutte le religioni e tradizioni filosofiche. Possiamo affermare che il triangolo equilatero è stato assunto come simbolo dalle società esoteriche, sia religiose sia laiche, per rappresentare emblemi, come ad esempio, “l’occhio di Dio che vede tutto”, oppure, la “Piramide dei Gradi iniziatici”  (il “delta esoterico” della Massoneria),  o ancora “I tre-puntini”  che Pitagora pose nella sequenza 1 - 3 - 5 -10 – 15 …. 

 

triangolo1 triangolo2 triangolo3
 
 punti

Il “triangolo equilatero” ha, dunque, lo stesso significato che gli attribuisce Platone, quando fa creare il cosmo fisico dal Demiurgo. In particolare, il Demiurgo usa i triangoli e i solidi geometrici per spiegare la formazione dei quattro elementi naturali: terra, fuoco, aria, acqua. 

In tale contesto, il triangolo equilatero, diviso in due con una perpendicolare, forma il triangolo rettangolo d’oro (di angoli 30°-60°-90°).  

 

triangolo4 triangolo5 triangolo6

A partire dalla figura primordiale del triangolo equilatero, si possono aggregare ad essa tre importanti concetti che ne derivano.

a) la sezione aurea

b) il pentalfa (è il pentagono regolare completato dalla stella fiammeggiante) 

c) il Sigillo di Salomone (esagono. o esagramma, o esalfa o  somma di due delta o anche Stella di David).

La sezione aurea si ottiene come segue. Se in un triangolo rettangolo si prende un cateto pari all'unità e l’altro cateto pari alla sua metà (b =1, a=1/2), allora l’ipotenusa, aumentata del lato corto (il segmento c + a)

sezioneaurea                                

 è  la sezione aurea dell’unità, precisamente

sezioneaurea2

La costruzione può essere fatta sull'ipotenusa del triangolo d’oro riportando con il compasso ortogonalmente il cateto corto.  

Il pentalfa, o pentagono regolare, è la figura regolare successiva al triangolo equilatero e al quadrato ed è legata alla sezione aurea. Infatti, una qualunque diagonale (cioè la congiungente due vertici non adiacenti) è in rapporto aureo con il raggio del cerchio circoscritto ed è anche il lato del decagono regolare.  

pentagono    stella

Le diagonali, a loro volta, formano una figura che si chiama “stella fiammeggiante” (o anche “pentalfa”, “pentagramma” o “pentacolo”). Si tratta di uno dei simboli magici più noti dell’Occidente, adottato già dai pitagorici come segno di riconoscimento degli adepti alla loro comunità e anche come indicatore dei cinque anni di studio che precedevano l’iniziazione pitagorica . 

 

pentalfa1 pentalfa2 pentalfa3

     

Probabilmente il pentalfa fu usato, come segno di riconoscimento, anche da gruppi cristiani insieme al pesce e al quadrato del Sator. Tale stella esprime anche il simbolo dell’uomo vitruviano rappresentato da Leonardo da Vinci, cioè l’uomo inscritto nella stella a braccia e gambe aperte così che possa riunire e sintetizzare in sé le energie fisiche e psichiche. La punta della stella contenente la testa indica il dominio dello spirito sulla materia. Il suo significato è strettamente legato a quello del numero cinque, elemento di mediazione tra l’alto e il basso ed espressione del centro. Ogni punta della stella è l’espressione dei cinque elementi: terra, aria, acqua, fuoco ed etere.  

Il suo legame con la sezione aurea è notevole: il pentagramma ha sempre rappresentato, per l’uomo antico e moderno, le leggi dell’armonia essendo strettamente legato al numero d’oro. Il numero d’oro è 1.618 (matematicamente simboleggiato con Ω) e il suo inverso è 0.618. Entrambi trovano innumerevoli applicazioni in natura e nell'arte ed esprimono armonia e perfezione. 

Ricordiamo che il pentalfa si può ottenere facilmente da una semplice striscia di carta, eseguendo un nodo come in figura, noto come nodo pitagorico. Se la carta con cui si esegue la costruzione e piuttosto sottile, l’oggetto, visto in controluce, rivela la stella fiammeggiante.

stella2 

Dai limiti di una stella a cinque punte, l'uomo può osservare e comprendere le leggi e l’ordine dell’universo, non solo inteso come astronomico ma anche come luogo del non conosciuto. Questa è l’immagine fondamentale dei nostri limiti che deve condurci all’umiltà socratica espressa nella massima “Io so di non sapere”. 

La vita umana, che si fonda sull'impulso a indagare e scoprire, tende a superare  i limiti delle cinque punte e a raggiungere la  successiva conoscenza della stella a sei punte, cioè del Sigillo di Salomone, che simboleggia il desiderio di andare “oltre” e di aprire il proprio essere alla comprensione di concetti sempre più elevati.

Il “Sigillo di Salomone” è un simbolo universale molto antico le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Reso noto fin dal Medioevo, quando assunse i caratteri di talismano, esso divenne anche il simbolo del popolo ebraico (Stella di Davide). E’ costituito da due triangoli equilateri intrecciati, a volte inscritti in un cerchio,  e noto anche come “esagramma”  (stella a sei punte)  o “esalfa” e “esagono” (per i geometri).

 

esalfa1 esalfa2 esalfa3

Da un punto di vista esoterico, l’esagramma esprime l’unione del cielo e della terra, del mondo spirituale con il mondo materiale. Il triangolo, con la punta rivolta in alto, rappresenta lo spirito, mentre, con la punta rivolta in basso, simboleggia la materia. Sono queste due componenti fondamentali della vita e dell'essere, intrecciate e perfettamente equilibrate, a ricordare all'uomo la necessità di valorizzare in sé sia gli elementi spirituali sia quelli materiali.  

Nel sigillo compare la seguente scritta in ebraico: 

scritta 

La sequenza delle quattro lettere, che si chiamano: “Yod”, “He”, “Vau”, “He”,  rappresenta  il sacro nome di Dio mentre l’intera scritta è nota come  “Tetragrammaton”, che significa “quattro segni”.  

Questo nome, la cui corretta pronuncia si è dimenticata, non doveva mai essere pronunciato per intero ma solo compitato. Soltanto  il Gran Sacerdote del Tempio di Gerusalemme, una volta l'anno, poteva farlo ma nel segreto del Sancta Sanctorum.

Partendo da destra, la prima lettera “Yod” è il principio maschile attivo (Fuoco), cioè il seme, la scintilla iniziale, la potenzialità, ma anche l'aspetto divino di Padre. La seconda lettera, la prima “He”, è il principio femminile ricettivo (acqua),  cioè  la Grande Madre Cosmica,  la  fecondità, la matrice nella quale il seme si manifesta, e anche  l'aspetto divino della Madre. La terza lettera “Vau” è il risultato dell'unione delle prime due lettere (Aria), l'amore tra il principio maschile e il principio femminile, il frutto che trasforma la potenzialità in azione creatrice e rappresenta anche l'aspetto divino del Figlio. La quarta lettera, infine, la seconda “He”, è la Figlia, che simboleggia la Natura nella quale siamo immersi (terra), che è una replica della Madre ma a un livello diverso. La quarta lettera rappresenta il risultato finale di tale attività e anche l'azione del Figlio che dà inizio a un nuovo ciclo portando i semi di nuove realizzazioni.  La comprensione dell’intero processo del Tetragrammon ci porta a scorgere qualcosa nell’opera della Grande Madre Cosmica, l'Iside Velata, alla quale i saggi di ogni tempo hanno tentato di sollevare i veli. 

 Le lettere del Tetragrammaton, se disposte in modo diverso, formano le parole

 Tetragrammaton

che complessivamente significano : “passato”, “presente”, “futuro”. 

Vi sono altri significati nascosti nell’esagramma, diversi da quello trasmesso dalle religioni, che esaltano solo lo spirito, disprezzando la materia (i piaceri della vita). I due triangoli rappresentano anche, rispettivamente, il principio maschile e il principio femminile. Nel sigillo, s’invita l’essere umano a scoprire entrambe le polarità della propria natura, poichè ogni uomo cela una parte femminile, come ogni donna porta in sé una parte maschile.  

L’attuale cultura spinge gli esseri  umani a sopprimere, nella loro personalità, certe caratteristiche considerate  opposte. L’uomo respinge  la sensibilità, la delicatezza,  l’emotività, essendo queste caratteristiche femminili. Le donne, a loro volta, sono educate alla remissività e alla dipendenza, respingendo qualità come il coraggio, l’intraprendenza e la determinazione, ritenuti maschili. Il significato profondo dell'esagramma sta proprio nel rimando alla Legge degli opposti, su cui si fonda l’Universo.  

Il simbolo della stella a sei punte, che si trova in aree culturali diversissime, non è privo di valenze archetipiche. In sintesi, con esso si rappresenta la perfezione divina, che consiste nella completezza e nella totalità. Nel sigillo di Salomone, ogni elemento s’integra armoniosamente col proprio opposto, contribuendo all'equilibrio della Creazione. Ciò si simboleggia nella somma degli opposti (i due delta) o nel loro incrocio (la compartecipazione degli opposti).

duedelta                                

E’ difficile sapere con certezza perché l'esagramma è chiamato "Sigillo di Salomone".  Si narra che il Re Salomone (Shelomoh, in ebraico, 961-931 a.c.), figlio del re Davide, se ne servisse per evocare i demoni per far costruire loro il Tempio. Altri narrano che fu al momento della morte che se ne servì per scacciare i demoni e invocare gli angeli. 

Ritorniamo ora al discorso generale ricordando che Platone, nel Timeo, parla dei cinque solidi che sono gli unici poliedri regolari con facce eguali esistenti nello spazio. Il motivo per cui sono solo cinque risiede nel fatto che la regolarità implica una relazione forte tra i numeri v dei vertici, s degli spigoli e f delle facce, avendosi:

                                          f + v = s + 2   

 

che è un’equazione indeterminata, la quale, risolta per numeri interi, conduce solo a cinque casi possibili: i solidi platonici.

solidi                          

Analizziamo le costruzioni, aventi origine dalla figura primordiale del triangolo equilatero (il delta sacrale), che ci conducono ai solidi platonici e alla loro attribuzione di un significato esoterico. 

Scelto un vertice del triangolo equilatero, se conduciamo da esso la parallela alla base opposta e dai rimanenti vertici conduciamo le perpendicolari alla base, otteniamo un coordinamento di quattro triangoli rettangoli d’oro attorno al vertice fissato, preso come centro, che va a formare un quadrato di lato pari all’altezza del triangolo.

analisi1    analisi2 

In tal modo, dal triangolo siamo passati al quadrato. Combinando sei quadrati in maniera opportuna, precisamente distribuendoli per fila secondo i numeri 1, 3, 1, 1, si ottiene la cosiddetta croce latina, la quale, richiusa con piegamenti ortogonali, conduce a un  cubo (o esaedro), oggetto che costituisce simbolicamente la struttura atomica dell’elemento terra. 

crocelatina    crocelatina2 

Ripartendo dal triangolo equilatero, se ne costruiscano altri tre di egual base, ciascuno su un lato di quello dato. Con tali quattro triangoli

piramide1    piramide2 

equilateri, nella maniera indicata da Platone, si dà origine al tetraedro (piramide regolare avente per base un triangolo equilatero), che costituisce simbolicamente la struttura del fuoco. 

Aumentiamo il numero dei triangoli e prendiamone otto.  Si perviene a un altro solido regolare, l’ottaedro (solido composto da otto facce che sono triangoli equilateri), il quale, nella tradizione, costituisce la struttura dell’aria, 

ottaedro1    ottaedro2 

Aumentiamo ancora il numero dei triangoli e prendiamone venti. Si ottiene l’icosaedro (solido composto da venti facce che sono triangoli equilateri), che costituisce la struttura dell’acqua.

icosaedro1    icosaedro2                              

Come nella costruzione del mondo fisico da parte del Demiurgo il triangolo equilatero è la figura geometrica originaria, così, nella costruzione dell’Ordine, esso è l’elemento originario e rappresenta l’origine del Tutto, il Principio da cui Tutto discende, principio che deve essere posseduto dall’uomo profano che si avvia verso la perfezione, il quale sa che mai la raggiungerà anche se tenderà sempre verso di essa.

Le figure del tetraedro, esaedro, ottaedro e icosaedro sono solo quattro dei cinque solidi platonici. Il quinto solido è il dodecaedro, figura con dodici facce pentagonali, la cui costruzione è la seguente:

dodecaedro1    dodecaedro2 

Platone associò a ognuno dei cinque solidi un elemento: dopo il fuoco, la terra, l'aria e l'acqua, al dodecaedro fu assegnato l’ etere o "quintessenza", che componeva i corpi celesti e l'anima. Secondo Platone, l’universo aveva proprio la forma del dodecaedro.

Così anche nell’Ordine Dignity, il triangolo equilatero è l’origine delle nostre considerazioni. Ci chiediamo anche qual è il suo fine. Come si evince dall’emblema dell’Ordine, il triangolo equilatero ha, al suo interno, un cerchio, il cui significato filosofico è quello di “perfezione”. Nel simbolo dell’ordine, appaiono anche le punte dorate, che indicano le varie direzioni dell’ iniziazione che non  dovrebbe avere mai fine.

dignity1    dignity2                     

Osserviamo che il triangolo equilatero, origine di tutte le cose, ha anche un cerchio circoscritto che è all’interno di un altro triangolo, più grande e rovesciato, simbolo di un ulteriore grado di perfezionamento, nel quale le conoscenze possono essere anche ribaltate, come nel mito della caverna di Platone, per una migliore comprensione del mondo e delle cose, non sempre comunicabile agli altri e quindi costituente un segreto : il segreto del cammino personale verso la perfezione.   

Il simbolo del cerchio (e del suo contorno, la circonferenza) è da approfondire per comprenderne la perfezione.

I grandi geometri del mondo antico (Talete, Euclide, Archimede), nel risolvere i loro problemi, volevano che il risultato fosse ottenibile mediante gli strumenti di cui allora disponevano, cioè la riga e il compasso.  Ora è ben noto che ogni problema geometrico risolubile con riga e compasso è anche risolubile con squadra e compasso, ma anche, come ha provato due secoli fa Mascheroni, ogni problema risolubile con riga e compasso è anche risolubile con il solo compasso.

Il teorema di Mascheroni, in chiave esoterica, indica che l’azione morale dell’uomo deriva dal compasso, cioè dalla circonferenza e quindi dal cerchio con esso tracciabile e che tutto tende verso la sua perfezione.

La perfezione è, dunque, il fine ultimo dell’Ordine: Cavalieri e Dame tendono verso la perfezione, attraverso riti di passaggio, che non   raggiungeranno mai perché la perfezione è al di fuori delle possibilità umane esperibili nella vita reale. 

Qual è il significato del “bianco” e del “nero” nell’emblema? Anche nell’Ordine, si è voluto rappresentare il “bene” con il bianco e il “male” con il nero. Bianco e nero, bene e male, sono i due termini del conflitto morale che contraddistingue l’uomo. 

Il significato filosofico del bene e del male trova espressione nel Fedro di Platone, ove l’anima tripartita è rappresentata come composta da un carro alato, tirato da due cavalli e guidato da un auriga. Il primo cavallo, bianco e buono, tira verso l’alto ove è il sommo bene. Il secondo cavallo, nero e cattivo, tira verso il basso ove è il mondo sensibile con le sue passioni e illusioni. L’auriga è la ragione che guida le forze irrazionali dell’irascibilità e della concupiscenza e insegna all’uomo la diritta via.


Il vincolo iniziatico

Tutte le società iniziatiche, nella storia dell’umanità, hanno unito i loro adepti mediante un vincolo forte. Ciò trova una prima giustificazione nella loro natura esoterica. Esoterico, nel significato sopra delineato, significa “interno” e riguarda riti e cerimonie che avvengono all’interno del Tempio ove sono ammessi solo gli iniziati.

Il vincolo forte è dato, perciò, dal giuramento a non rivelare i misteri, che tutti gli adepti fanno al momento della loro iniziazione. E’ chiaro che i misteri di cui qui si parla hanno solo un fondamento morale e riguardano esclusivamente il percorso di perfezionamento che ogni adepto dovrà attuare, passando da un Grado a un altro superiore. 

Nelle società religiose, il vincolo forte è dato dalla fede in Dio e nella sua rivelazione. Nelle società laiche, viceversa, il vincolo forte è dato dalla condivisione di principi etici e razionali. Si è fratelli perché figli della stessa visione del mondo, della vita e dell’uomo.

Ogni Ordine, che aspiri a diventare secolare, dovrà darsi un vincolo forte come quello esoterico e iniziatico. 


L’Emblema

Tutte le società esoteriche, religiose e laiche, hanno adottato simboli che sono stati codificati in emblema. Si pensi alla “croce” nel Cristianesimo o alla “squadra” e “compasso” nella Massoneria. Anche l’Ordine Dignity ha il suo emblema, costituito da simboli il cui significato è originariamente filosofico.

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