{"id":354,"date":"2025-01-18T11:26:29","date_gmt":"2025-01-18T10:26:29","guid":{"rendered":"http:\/\/dignityorder.com\/?page_id=354"},"modified":"2025-02-08T09:06:44","modified_gmt":"2025-02-08T08:06:44","slug":"religione-etica-e-societa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/gran-maestro\/religione-etica-e-societa\/","title":{"rendered":"Religione, Etica e Societ\u00e0"},"content":{"rendered":"\n\n\t<nav aria-label=\"breadcrumbs\">\n            <div class=\"breadcrumb-container theme1\">\n                <ol>\n                                    <\/ol>\n            <\/div>\n        <\/nav>    <script type=\"application\/ld+json\">\n        {\n            \"@context\": \"http:\/\/schema.org\",\n            \"@type\": \"BreadcrumbList\",\n            \"itemListElement\": [\n                            ]\n        }\n    <\/script>\n   \n    <script>\n            <\/script>\n\n\t<h1>Religione, Etica e Societ\u00e0<\/h1>\n<h2>Prima Riflessione<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/dignityorder.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/image002.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"322\" \/>Lo scopo di questo saggio \u00e8 quello di mostrare le strette relazioni che intercorrono tra la religione, l&#8217;etica e la societ\u00e0.<\/p>\n<p>La relazione fondamentale \u00e8 quella tra religione e societ\u00e0, che pu\u00f2 essere intesa in due differenti modi: a)\u00a0<em>diretta<\/em>\u00a0e b)\u00a0<em>mediata<\/em>\u00a0dall&#8217;etica.<\/p>\n<p>Per esplicitare la relazione diretta, \u00e8 necessario stabilire il significato che attribuiamo alla &#8220;religione&#8221;, la quale pu\u00f2 essere intesa secondo due punti di vista diametralmente opposti: a) il punto di vista\u00a0<em>teologico<\/em>\u00a0e b) il punto di vista\u00a0<em>evoluzionistico<\/em>.<\/p>\n<p>Secondo il primo punto di vista, la religione trova espressione in una dottrina teologica, che enuncia le caratteristiche della divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Il secondo punto di vista vede, invece, la religione come il prodotto dell&#8217;evoluzione naturale dell&#8217;uomo, reso possibile dalla coscienza di ordine superiore, che emerge dal cervello.<\/p>\n<p>La teoria dell&#8217;evoluzione di Darwin e i risultati delle neuroscienze sul cervello, combinandosi, hanno gettato tanta luce sull&#8217;origine del senso religioso nell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La storia evolutiva degli esseri umani \u00e8 stata caratterizzata da un aumento del cervello, che ha reso possibile l&#8217;emergere della coscienza sia\u00a0<em>primaria<\/em>\u00a0sia di\u00a0<em>ordine superiore<\/em>. La coscienza di ordine superiore, a sua volta, ha favorito la nascita del linguaggio, dell&#8217;intenzionalit\u00e0 e della cultura. La cultura si \u00e8 manifestata con la scienza, l&#8217;arte, la morale e la religione. La religione rappresenta, in tutte le culture umane e in tutti i tempi, l&#8217;espressione pi\u00f9 alta e universale della capacit\u00e0 creativa dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La sua universalit\u00e0 discende dal fatto che, nella linea evolutiva dell&#8217;uomo, tutti i gruppi umani finora conosciuti hanno avuto una credenza nell&#8217;esistenza di un mondo spirituale, parallelo e distinto da quello reale, e hanno praticato riti e recitato preghiere, destinati non solo a placare ma anche ad accattivarsi la benevolenza delle entit\u00e0 spirituali e invisibili che popolano quel mondo, per indurli a rivolgere il loro sguardo misericordioso sugli esseri umani afflitti da continue sofferenze.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di concepire la religione \u00e8 una prerogativa esclusiva degli esseri umani. Infatti, non esiste la pur minima testimonianza che altre specie viventi sulla Terra abbiano qualcosa che possa essere lontanamente assomigliare alla religione. Questo non si deve soltanto al fatto che le altre specie non abbiano il linguaggio. Il linguaggio non \u00e8 necessario per far nascere la religione. Lo diventa quando si vogliono definire formalmente le credenze religiose specificando la natura della divinit\u00e0 in cui si crede e le caratteristiche del mondo ultraterreno verso cui si anela.<\/p>\n<p>Sapendo che noi uomini siamo il prodotto dell&#8217;evoluzione, dovremmo chiederci quali pressioni selettive abbiano favorito la nascita dell&#8217;impulso religioso. Se la religione esiste ed \u00e8 universale, qual \u00e8 allora il vantaggio evolutivo che da essa deriva? Il comportamento religioso a che serve? Perch\u00e9 uomini e donne, in tutte le et\u00e0, s&#8217;inginocchiano, si flagellano, uccidono e si lasciano uccidere nel nome di dio?<\/p>\n<p>Io ritengo che il vantaggio selettivo della religione, che ha indotto la natura a farla sopravvivere, stia nella sua capacit\u00e0 di favorire la\u00a0<em>coesione<\/em>\u00a0tra gli uomini e d&#8217;imporre il\u00a0<em>controllo sociale<\/em>\u00a0sui gruppi organizzati.<\/p>\n<p>A queste conclusioni si arriva se ci domandiamo perch\u00e9 la religione abbia una presa cos\u00ec forte sulla nostra specie mentre non ha alcun riscontro nel regno animale. Perch\u00e9 noi umani, che abbiamo sviluppato al massimo grado le capacit\u00e0 razionali con la logica e la matematica, ancora oggi finiamo per cedere alle richieste di condivisione di un mondo spirituale, completamente inventato da uomini di grande carisma e comunicabilit\u00e0, fino al punto da sacrificare la nostra vita? La risposta non pu\u00f2 che essere una: la religione \u00e8 l&#8217;unica possibilit\u00e0 che abbiamo di uscire da una vita quotidiana fatta di stenti, di pericoli e di sopraffazioni. E&#8217; probabile, quindi, che l&#8217;evoluzione della religione si debba al fatto che essa \u00e8 un meccanismo utile per tenere uniti i gruppi sociali e garantire che i loro membri lavorino insieme per il bene comune.<\/p>\n<p>La religione, infatti, sviluppa il senso di\u00a0<em>appartenenza<\/em>\u00a0al gruppo sociale: i membri che appartengono a un gruppo religioso organizzato fanno anche parte \u00a0di un gruppo sociale pi\u00f9 ampio (politico, economico) e usano i vincoli religiosi per rafforzarlo. Ma in base a che cosa si crea il senso di appartenenza? La risposta \u00e8 semplice: mediante la condivisione di un mondo ultraterreno \u00a0popolato da spiriti che ci dispensano \u00a0sostegno e privilegi, ove noi andremo dopo la morte del corpo. Ecco l&#8217;idea vincente \u00a0per uscire da una vita terrena \u00a0che \u00e8 fonte di angoscia e di pericolo. La credenza in un mondo parallelo a quello quotidiano non risolve la condizione umana, ma aiuta l&#8217;uomo ad affrontarla meglio, sapendo che alle sofferenze in questa vita corrisponderanno le beatitudini nell&#8217;altra.<\/p>\n<p>Fin dai tempi pi\u00f9 antichi, vi \u00e8 sempre stato chi ha saputo interpretare tale tendenza religiosa e convogliarla verso mete pi\u00f9 o meno nobili. Dallo sciamano delle religioni primitive ai creatori delle grandi religioni monoteistiche e profetiche (Mos\u00e8, Ges\u00f9, Maometto), che oggi dominano su quasi tutto il mondo, gli esseri umani si sono sempre dimostrati disponibili a seguire ciecamente i pifferai magici. Questa situazione contiene gi\u00e0 tutti gli elementi che renderanno possibile lo sviluppo delle religioni istituzionali. Lo sciamano diventa colui che \u00e8 dotato di poteri magici, che pu\u00f2 controllare sia il mondo terreno sia quello ultraterreno, che pu\u00f2 fare miracoli a favore dei poveri esseri umani, che pu\u00f2 favorire il passaggio dei morti verso l&#8217;aldil\u00e0: Le condizioni ci sono tutte: \u00e8 sufficiente fare un altro passo per giungere alle gerarchie ecclesiastiche e al complesso apparato di governo dell&#8217;autorit\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>Tutte le religioni, oltre all&#8217;idea di sopravvivere oltre la morte del corpo, hanno sempre svolto un potente ruolo coercitivo sui loro adepti, per rafforzare la loro sottomissione alla credenza da loro imposta. Ci\u00f2, purtroppo, ha avuto il significato di guerre contro coloro i quali avevano un&#8217;altra credenza religiosa.<\/p>\n<p>Comincia cos\u00ec a delinearsi l&#8217;altro aspetto fondamentale della religione, che \u00e8 strettamente connesso al senso di appartenenza e alla coesione dei gruppi umani: il\u00a0<em>controllo sociale<\/em>. La condivisione di una credenza religiosa opera come fattore di coesione del gruppo, ma tale coesione, una volta creata, ha bisogno di essere mantenuta nel tempo. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo a condizione che i membri del gruppo continuino ad agire in conformit\u00e0 alla credenza stessa. Se, viceversa, all&#8217;interno del gruppo cominciano a esistere credenze diverse, allora l&#8217;intero gruppo religioso corre il rischio di diventare conflittuale ed eventualmente estinguersi. Per mantenere lo stato di cose esistente, pertanto, \u00e8 necessario esercitare un controllo continuo sui membri per verificare, istante dopo istante, se sussiste ancora la\u00a0<em>fedelt\u00e0<\/em>\u00a0verso la credenza condivisa. E&#8217; chiaro che questo tipo di controllo sociale non pu\u00f2 essere esercitato che dai rappresentanti della classe dominante, che traggono vantaggio dal mantenimento dello stato di cose esistente. I cambiamenti, viceversa, si danno quando un uomo di grande carisma e autorevolezza rompe alcune regole del gioco religioso e avvia una nuova credenza. Tipico esempio \u00e8 Ges\u00f9 di Nazareth, il quale, rifiutando alcuni principi fondamentali dell&#8217;Ebraismo, d\u00e0 origine a una nuova religione.<\/p>\n<p>La religione, nell&#8217;esercitare la sua autorit\u00e0 nella societ\u00e0, si avvale di potenti strumenti, come l&#8217;immortalit\u00e0, la metafisica e il misticismo.<\/p>\n<p>L&#8217;<em>immortalit\u00e0<\/em>, ossia la promessa di una vita dopo la morte, insieme con un forte senso di appartenenza che genera coesione sociale, \u00e8 la carta vincente della religione nella storia evolutiva dell&#8217;uomo. Superata la prima fase delle origini, la religione perfeziona la sua dottrina e il suo potere. La sua primitiva forma di rappresentazione consiste generalmente in un mito della creazione, che spiega com&#8217;\u00e8 iniziato il mondo e come i prescelti che ne condividono la credenza vi possono arrivare. Quasi sempre, si danno istruzioni e formule segrete cui possono accedere solo gli adepti (per esempio, la cabala ebraica). L&#8217;autorit\u00e0 e il potere discendono dall&#8217;alto verso il basso, secondo molteplici livelli d&#8217;illuminazione. Si scelgono luoghi sacri in cui invocare la divinit\u00e0, praticare riti e perfezionare se stessi. Si ribadisce la verit\u00e0 della propria credenza e la condanna delle credenze altrui.<\/p>\n<p>La religione si nutre della\u00a0<em>metafisica<\/em>. Con il passare del tempo, evolvono le capacit\u00e0 razionali della coscienza di ordine superiore (la coscienza della coscienza, messa in evidenza dalle neuroscienze), che preparano la nascita della filosofia in Grecia nel VI\u00b0 secolo a.C. Il mito, che aveva sorretto la religione , cede il passo alle concezioni razionali della realt\u00e0 proposte dalla filosofia. Il rapporto tra religione e filosofia in Grecia assume, tuttavia, un significato del tutto particolare, per comprendere il quale \u00e8 necessario esaminare le modalit\u00e0 di manifestazione della religione. Esistevano allora due forme di religione: quella pubblica (costituita dagli dei dell&#8217;Olimpo) e quella\u00a0<em>misterica<\/em>. La presenza di una religione misterica in Grecia \u00e8 il segno pi\u00f9 evidente che la religione ufficiale e pubblica era incapace d&#8217;interpretare l&#8217;esigenza di un autentico senso religioso. Si deve proprio a una religiosa misterica, l&#8217;<em>orfismo<\/em>, un&#8217;influenza determinante sulla nascente filosofia.<\/p>\n<p>Gli orfici, che consideravano il poeta tracio Orfeo il fondatore dei loro misteri intorno al VI\u00b0 sec. a.C., s&#8217;ispiravano a un insieme di credenze che formavano nel complesso una dottrina religiosa. Essi credevano che nell&#8217;uomo vi fosse un principio divino, il d\u00e8mone, costretto a vivere nel corpo per espiare una colpa originaria. Questo d\u00e8mone era immortale, per cui, dopo la morte del corpo, era destinato a reincarnarsi in altri corpi fino all&#8217;espiazione totale della colpa. Il ciclo delle reincarnazioni poteva essere abbreviato da\u00a0<em>pratiche rituali di purificazione<\/em>. Solo gli iniziati alla vita orfica, dopo la morte del corpo, meritavano il premio dell&#8217;aldil\u00e0.<\/p>\n<p>La religione misterica degli orfici \u00e8 di fondamentale importanza per lo sviluppo del pensiero greco, non tanto per la dottrina della reincarnazione che sar\u00e0 successivamente ripresa da Platone, quanto, piuttosto, per la concezione dualistica secondo cui il d\u00e8mone equivale \u00a0all&#8217;anima, mentre il corpo \u00e8 il \u00a0luogo della sua espiazione. Per la prima volta, l&#8217;uomo \u00e8 inteso come connubio di due principi contrapposti: l&#8217;anima immortale e il corpo mortale. Nell&#8217;uomo si hanno, inoltre, la tendenza al bene, sorretta dall&#8217;anima, e la tendenza al male, sorretta dal corpo. Inizia cos\u00ec un dualismo che percorrer\u00e0 tutta la storia del pensiero filosofico fino ai nostri giorni. Senza l&#8217;orfismo noi non potremmo spiegare Pitagora, Eraclito, Socrate, Platone e i filosofi che a loro si rifanno. In tal modo, il dualismo esce dalla storia evolutiva dell&#8217;uomo per entrare nella riflessione filosofica.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di continuare a vivere dopo la morte \u00e8 una caratteristica specifica dell&#8217;orfismo. La filosofia non ne \u00e8 stata ancora contaminata. La profonda influenza, tuttavia, che il dualismo degli orfici eserciter\u00e0 sul pensiero di Platone avr\u00e0 la conseguenza inevitabile d&#8217;introdurre la nozione di &#8220;immortalit\u00e0&#8221; nella filosofia greca, Socrate, che pure molto aveva attinto dagli orfici, definendo l&#8217;anima come &#8220;intelligenza&#8221;, l&#8217;aveva privata dell&#8217;immortalit\u00e0. Platone, diversamente da Socrate, attua una fondazione dell&#8217;anima la cui caratteristica primaria \u00e8 proprio l&#8217;immortalit\u00e0. Per fare questo, tuttavia, egli dovr\u00e0 inventare la metafisica.<\/p>\n<p>Il dualismo degli orfici \u00e8 la premessa fondamentale della metafisica di Platone, che si articola, com&#8217;\u00e8 ben noto, in tre punti essenziali: a) la teoria delle idee, b) la teoria dei principi primi e c) la dottrina del demiurgo. Per la nostra analisi, assume particolare rilevanza il demiurgo e la sua opera di creazione del mondo. Il demiurgo di Plarone, sebbene crei il mondo, non ha nulla in comune con il dio della Bibbia. Il demiurgo \u00e8, per cos\u00ec dire, un dio filosofico e non il Dio di una qualsiasi religione. Non \u00e8 n\u00e9 il dio degli orfici n\u00e9 il Dio della Genesi. Non \u00e8 un dio che si supplica per chiedere favori: non \u00e8 un dio personale. Se lo fosse, la filosofia diventerebbe religione. Il demiurgo \u00e8 il dio della ragione, nello stesso modo in cui \u00e8 razionale tutto il pensiero greco. La filosofia e la religione, nonostante l&#8217;influsso dei misteri orfici sulla filosofia, sono e restano due ambiti separati. Bisogner\u00e0 attendere l&#8217;arrivo del cristianesimo per metterle in relazione, a cominciare dalle opere di Filone d&#8217;Alessandria.<\/p>\n<p>L&#8217;immortalit\u00e0 e la metafisica sono caratteristiche essenziali della religione. Per avere una visione pi\u00f9 approfondita di essa, tuttavia, \u00e8 necessario far riferimento anche al\u00a0<em>misticismo<\/em>. Per tutti i credenti di ogni forma di religione, la visione e il contatto diretto con la divinit\u00e0 saranno possibili solo dopo la morte., come ricompensa di una vita onesta e rispettosa. Per alcuni\u00a0<em>eletti<\/em>\u00a0esiste, per\u00f2, la possibilit\u00e0 di avere un contatto personale con la divinit\u00e0 gi\u00e0 in questa vita: \u00e8 l&#8217;<em>unione mistica<\/em>\u00a0con dio. Tutti i credenti dovranno attendere la morte per iniziare un viaggio spirituale che li porter\u00e0 al cospetto della divinit\u00e0. Pochi di loro possono fare questo viaggio quando sono ancora in vita: i mistici. L&#8217;idea dell&#8217;unione mistica con la divinit\u00e0 si \u00e8 manifestata all&#8217;interno delle religioni per millenni. Si ritrova, in particolare, nell&#8217;ebraismo, nel cristianesimo e nell&#8217;islamismo. Alcune religioni, come l&#8217;ebraismo, lo favoriscono, mentre altre, come il cristianesimo, lo sopportano a mala pena. Non \u00e8 mia intenzione addentrarmi in un&#8217;analisi del misticismo. Mi propongo, invece, di tentare una spiegazione delle tecniche usate dai mistici per raggiungere l&#8217;unione mistica con la divinit\u00e0, perch\u00e9, cos\u00ec facendo, emerger\u00e0 un aspetto importante della religione secondo la linea evolutiva dell&#8217;uomo che abbiano fin qui privilegiato.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza mistica, nel racconto dei mistici, presenta alcuni tratti comuni: l&#8217;impressione che la mente si stacchi dal corpo per librarsi sopra di esso (il superamento dei limiti spaziali), il diffondersi di una luce abbagliante verso cui la mente tende, la gioia irrefrenabile e l&#8217;orgasmo nel fondersi con la divinit\u00e0. Neuroscienziati e antropologi si sono chiesti in quali condizioni e in che modo alcuni uomini riescono a raggiungere l&#8217;estasi mistica.<\/p>\n<p>Ricerche hanno evidenziato che coloro i quali riescono a raggiungere l&#8217;estasi mistica hanno messo in atto pratiche mentali che permettono loro di staccare, dal controllo generale del funzionamento del cervello, un fascio di neuroni, collocati sulla parte posteriore del lobo parietale sinistro. Questi neuroni, una volta liberati dal controllo del resto del cervello, rilascerebbero una serie di impulsi che attraverserebbero il sistema limbico fino all&#8217;ipotalamo. L&#8217;ipotalamo \u00e8 un&#8217;area del cervello che presiede all&#8217;azione degli oppioidi e svolge principalmente la funzione di rilasciare le endorfine. Si pu\u00f2, pertanto, formulare l&#8217;ipotesi che lo stato di estasi che si raggiunge al vertice della meditazione altro non sia che un picco nel processo di produzione degli oppioidi. In ogni caso, tale effetto \u00e8 il risultato dell&#8217;autostimolazione del mistico. E&#8217; lo stesso mistico che mette in pratica una tecnica che produce nell&#8217;ipotalamo il rilascio di oppiacei che determina uno stato di\u00a0<em>trance<\/em>\u00a0da cui dipende la visione della luce folgorante, dell&#8217;uscita della mente dal corpo e dell&#8217;unione mistica con la divinit\u00e0. Qualunque sia la tecnica usata dai mistici per raggiungere l&#8217;estasi, una cosa \u00e8 certa: essi hanno scoperto il modo per ridurre l&#8217;afflusso dell&#8217;ossigeno al cervello o per costringere l&#8217;ipotalamo a emettere oppiacei per alterare la locazione spaziale della mente.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 stato messo in luce da recenti ricerche delle neuroscienze, molte pratiche religiose appartengono a quel tipo di attivit\u00e0 che stimolano la produzione di endorfine nel cervello. In tutte le religioni esistono pratiche che procurano sofferenze e tensione. Si pensi, per esempio, al digiuno, alle danze spossanti, ai riti d&#8217;iniziazione. Queste pratiche impongono al corpo livelli di stress che sono bassi ma persistenti. Queste condizioni sono proprio quelle pi\u00f9 efficaci per costringere il cervello a emettere le endorfine. Le endorfine, a loro volta, producono in noi la sensazione di essere pi\u00f9 sereni e meglio predisposti verso gli altri. Sembrerebbe, quindi, che le pratiche religiose fossero state deliberatamente programmate per scaricare sul nostro cervello la quantit\u00e0 necessaria di oppioidi per farci affrontare meglio le incertezze della vita. Se ci\u00f2 \u00e8 vero, allora la forza che i credenti traggono dalla religione \u00e8 mediata da certe attivit\u00e0 del cervello che, stimolate opportunamente e sapientemente, producono gli effetti desiderati.<\/p>\n<p>Le analisi fin qui svolte sulla religione possono essere ricondotte a un punto di vista che possiamo denominare &#8220;empirista&#8221; e &#8220;monista&#8221;. Empirista perch\u00e9 la religione \u00e8 intesa come prodotto e invenzione della mente umana. Monista perch\u00e9 si esclude l&#8217;esistenza autonoma di qualsiasi entit\u00e0 al di fuori dell&#8217;esperienza religiosa, che possa dar adito a qualsiasi forma di dualismo. Tutto ci\u00f2 che esiste nella cultura (scienza, arte, etica, religione) \u00e8 giustificabile esclusivamente dalla storia evolutiva degli esseri umani.<\/p>\n<p>Il punto di vista empirista, che io ho preferito, tuttavia, non \u00e8 l&#8217;unico. Ne esiste un altro il quale sostiene che la religione \u00e8 indipendente dalla nostra esperienza evolutiva. Lo possiamo definire &#8220;punto di vista trascendentista e dualista&#8221;.<\/p>\n<p>Il trascendentismo \u00e8 una dottrina religiosa secondo cui all&#8217;origine vi \u00e8 una divinit\u00e0 (di solito ritenuta eterna) che crea il mondo e l&#8217;uomo. L&#8217;uomo, in quanto creatura divina, occupa un posto privilegiato nel creato (in alcune religioni \u00e8 simile a dio). L&#8217;uomo esprime gratitudine a dio riconoscendone l&#8217;esistenza e rispettandone i precetti (il pi\u00f9 delle volte, codificati in una dottrina teologica ed etica). Dio \u00e8 il creatore e l&#8217;uomo la sua creatura. Solo all&#8217;uomo, per il posto privilegiato che dio gli ha assegnato nell&#8217;universo, \u00e8 concesso di ritornare a dio dopo la morte del suo corpo. Liberato dal corpo, il suo spirito pu\u00f2 vivere nell&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p>Si ripresenta qui, in tutta la sua portata, il dibattito &#8220;evoluzione contro creazione&#8221;, che, da quando Darwin ha pubblicato\u00a0<em>L&#8217;origine delle specie<\/em>\u00a0nel 1859, non si \u00e8 mai spento. Non \u00e8 mia intenzione riprendere il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti. La mia scelta \u00e8 a favore degli evoluzionisti. Il vero problema, a mio modo di vedere, riguarda la natura e il ruolo della religione nel mondo contemporaneo, che svolger\u00f2 nelle pagine seguenti.<\/p>\n<p>La relazione tra religione e societ\u00e0 \u00e8\u00a0<em>biuniva<\/em>\u00a0: va dalla religione verso la societ\u00e0 e dalla societ\u00e0 verso la religione. Il primo senso di direzione si ha quando la religione esprime la sua autorit\u00e0 mediante la coesione e il controllo sociale. Tale stato di cose \u00e8 rinvenibile in tutte le societ\u00e0 e in tutti i tempi. Il secondo senso di direzione (dalla societ\u00e0 verso la religione) si ha quando i rappresentanti di uno Stato prendono decisioni che favoriscono una religione a scapito di altre. Esempio tipico pu\u00f2 essere la decisione dell&#8217;imperatore Costantino di dichiarare il cristianesimo come religione di Stato. In tal modo, egli non soltanto garant\u00ec al cristianesimo un futuro sicuro, ma mise in crisi profonda le religioni fin l\u00ec dominanti. Ogni Stato, in ogni tempo, ha sempre trovato il miglior modo per instaurare questo rapporto biunivoco con la religione, com&#8217; \u00e8 attestato dallo sviluppo storico dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La relazione tra religione e societ\u00e0, fin qui considerata diretta, pu\u00f2 essere\u00a0<em>mediata<\/em>\u00a0dall&#8217;etica. Ci\u00f2 significa che l&#8217;etica interviene nella relazione tra religione e societ\u00e0. Prima ancora di esaminare come ci\u00f2 possa avvenire, dobbiamo rispondere alla domanda: di quale etica stiamo parlando?<\/p>\n<p>A prescindere dalle diverse concezioni dell&#8217;etica date nella storia del pensiero filosofico, se consideriamo l&#8217;etica rispetto alla sua origine, ne troviamo fondamentalmente due: a) l&#8217;etica che deriva da una\u00a0<em>dottrina teologica<\/em>\u00a0che esprime la natura di una certa divinit\u00e0, e b) l&#8217;etica che scaturisce dalla\u00a0<em>coscienza dell&#8217;uomo<\/em>.<\/p>\n<p>Nel primo caso, l&#8217;etica \u00e8 al servizio della religione e ne\u00a0<em>rafforza<\/em>\u00a0l&#8217;autorit\u00e0 nell&#8217;esercizio della coesione e del controllo sociale. L&#8217;etica \u00e8 circoscritta all&#8217;ambito di senso di una religione e non vale per le altre religioni.<\/p>\n<p>Nel secondo caso, l&#8217;etica \u00e8\u00a0<em>indipendente<\/em>\u00a0dalla religione e si pone come sua alternativa. L&#8217;etica si eleva sopra tutte le religioni ed \u00e8\u00a0<em>universale<\/em>. Nel futuro dell&#8217;umanit\u00e0, tale etica potr\u00e0 risolvere le sfide che provengono dalla scienza e dalla tecnologia proprio sostituendosi alle religioni, le quali, impegnate a difendere le loro specificit\u00e0, riveleranno la loro incapacit\u00e0 e impotenza.<\/p>\n<p>Se consideriamo lo sviluppo storico dell&#8217;umanit\u00e0, allora troviamo che le due concezioni dell&#8217;etica si sono manifestate in luoghi e tempi diversi. L&#8217;etica che discende da una dottrina teologica ha caratterizzato le societ\u00e0 arcaiche fino alla met\u00e0 del secolo scorso, ossia in un lungo periodo di tempo in cui le generazioni umane si succedevano per lenta trasformazione. Dopo l&#8217;esplosione delle ricerche scientifiche, a iniziare dallo scoppio della seconda guerra mondiale, sia nella conoscenza dell&#8217;universo (l&#8217;esplorazione dello spazio) sia nella conoscenza dell&#8217;origine della vita, l&#8217;umanit\u00e0 ha subito cambiamenti cos\u00ec radicali da cui sono nate sfide che non sappiamo ancora affrontare. Quali sono queste sfide?<\/p>\n<p>La sfida pi\u00f9 importante ci viene dalla biologia e riguarda la possibilit\u00e0 di creare l'&#8221;uomo nuovo&#8221;. Ci\u00f2 pone la domanda: dove stiamo andando? La risposta \u00e8 complessa perch\u00e9 riguarda le previsioni circa il futuro dell&#8217;umanit\u00e0. Nel formulare tali previsioni, prender\u00f2 in esame i due livelli di conoscenza che ritengo fondamentali: quello che sta alla base ed \u00e8 rappresentato dall&#8217;evoluzione della specie umana, e quello che sta al vertice ed \u00e8 rappresentato dalla religione. Sono profondamente convinto che, solo ricercando in questi livelli, sia possibile diradare le nebbie che oggi avvolgono l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito del livello evolutivo, dobbiamo cercare di capire se la selezione naturale opera ancora come guida dell&#8217;evoluzione. Questo dubbio trova la sua giustificazione nel fatto che, grazie ai risultati straordinari conseguiti nella genetica e nella biologia molecolare, \u00e8 possibile che i cambiamenti ereditari non dipendano pi\u00f9 dalla selezione naturale ma dalle\u00a0<em>scelte<\/em>\u00a0sociali che faranno le istituzioni politiche che detengono il potere. L&#8217;umanit\u00e0, avendo acquisito una conoscenza scientifica precisa e rigorosa della struttura genetica umana, potr\u00e0 decidere, se lo vorr\u00e0, di evolversi diversamente da come ha fatto finora la natura. Se questi progressi della conoscenza biologica fossero realizzati, anche solo parzialmente, allora l&#8217;umanit\u00e0 si troverebbe nella condizione \u00a0di poter controllare il suo destino ultimo. Essa potrebbe decidere di modificare non solo l&#8217;intelligenza e l&#8217;anatomia dell&#8217;essere umano, ma anche le sue emozioni e la sua creativit\u00e0. In qualsiasi modo fossero fatte le scelte politiche fondamentali, una cosa \u00e8 certa:\u00a0<em>l&#8217;uomo sta per affrancarsi dalla selezione naturale<\/em>. L&#8217;umanit\u00e0 ha raggiunto uno stadio del suo sviluppo in cui potr\u00e0 decidere che cosa diventare. Tale trasformazione richiede, tuttavia, l&#8217;esplicitazione dei fini verso cui tendere. Quali fini? Chi li sceglie? Chi li impone? E&#8217; fin troppo evidente che, se non saranno trovate le adeguate soluzioni ai problemi posti dalla scienza per la manipolazione genetica dell&#8217;uomo, l&#8217;umanit\u00e0 si avvier\u00e0 inevitabilmente verso la propria autodistruzione.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito del livello pi\u00f9 alto, rappresentato dalla religione, dobbiamo stabilire se essa pu\u00f2 esercitare la\u00a0<em>saggezza<\/em>\u00a0necessaria per salvare l&#8217;umanit\u00e0 dall&#8217;autodistruzione avviata dalla conoscenza scientifica della struttura genetica umana. Da un&#8217;analisi attenta e senza pregiudizi, la religione \u00e8 caratterizzata da &#8220;luci&#8221; e da &#8220;ombre&#8221;. La luce di maggior splendore \u00e8 che essa \u00e8 stata una carta vincente dell&#8217;evoluzione, poich\u00e9 ha contribuito, in maniera determinante, alla sopravvivenza della specie umana. Le ombre, che diventano tenebre minacciose, si manifestano in guerre sanguinose. Fin dai tempi pi\u00f9 antichi, nel nome di dio sono state scatenate violenze di ogni tipo e l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata costretta a vivere in uno stato quasi perenne di bellicosit\u00e0. Se consideriamo la storia umana degli ultimi diecimila anni, allora troviamo che la maggior parte del tempo \u00e8 stata impiegata per combattere e che i brevi periodi di pace sono serviti per preparare nuove guerre. Da questo punto di vista, possiamo definire l&#8217;uomo come un &#8220;essere belligerante&#8221;. Le luci e le ombre della religione si alternano e si mescolano accompagnando di pari passo lo sviluppo storico dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Chiediamoci, a questo punto, se la religione, essendo universalmente diffusa nelle diverse regioni della Terra, possa esercitare la saggezza. Ci\u00f2 \u00e8 possibile, ma a una condizione: eliminare le ombre al suo interno in tutte le sue manifestazioni. Esiste veramente questa possibilit\u00e0? I rappresentanti delle pi\u00f9 importanti religioni del mondo, riuniti in Parlamento a Chicago nel 1993, hanno affrontato questo argomento. La soluzione che essi hanno proposto, tuttavia, non consiste nella ricerca di un&#8217;<em>armonia<\/em>\u00a0universale fra tutte le religioni, bens\u00ec nella fondazione di un&#8217;etica universale minimale. Ci\u00f2 significa che essi stessi non hanno ritenuto possibile che ogni singola religione possa uscire dallo specifico della propria dottrina teologica per collaborare, insieme a tutte le altre religioni, a un progetto universale di miglioramento dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>I rappresentanti di tutte le religioni del mondo (cattolici, protestanti, ebrei, musulmani, cristiani ortodossi, induisti, buddisti, giainisti e altri), preso atto che il nostro mondo sta attraversando una crisi fondamentale che investe l&#8217;economia, la politica, l&#8217;ecologia, hanno approvato a Chicago una\u00a0<em>Dichiarazione per un&#8217;etica mondiale<\/em>\u00a0(pubblicato col titolo\u00a0<em>A Global Ethic. The Declaration of the Parliament of the World&#8217;s Religions<\/em>, con un commento del teologo Hans Kueng), in cui propongono la costituzione di un&#8217;etica globale (universale), che presenta le seguenti caratteristiche: una regola aurea e quattro imperativi.<\/p>\n<p>La regola aurea esprime un principio che da millenni si trova in molte tradizioni religiose dell&#8217;umanit\u00e0:\u00a0<em>Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te<\/em>. Questa regola, immutabile e incondizionata, dovrebbe valere per tutti gli uomini, indipendentemente dal sesso, dall&#8217;et\u00e0, dalla razza, dalla religione, dalla lingua, dalle convinzioni politiche.<\/p>\n<p>I quattro imperativi fondamentali sono:\u00a0<em>non uccidere<\/em>,\u00a0<em>non rubare<\/em>,\u00a0<em>non mentire<\/em>,\u00a0<em>non commettere atti impuri<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;etica mondiale delle religioni, basata sulla regola aurea e sui quattro imperativi, deve essere tenuta distinta dal diritto, dalla politica e dalla filosofia.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>Dichiarazione<\/em>\u00a0del Parlamento delle religioni non ha voluto riproporre, sotto altre forme, i contenuti della\u00a0<em>Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo<\/em>\u00a0enunciati dalle Nazioni Unite. L&#8217;etica \u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 del diritto, anzi ne \u00e8 il fondamento. Essa, pertanto, intende dare, alla Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo, una base etica che induca a rispettare i patti sanciti sul piano del diritto.<\/p>\n<p>Parimenti il piano etico va distinto da quello politico e dalle teorie dello Stato che tale piano interpreta. Se l&#8217;etica mondiale si esprimesse in merito a questioni di politica nazionale o internazionale, potrebbero sorgere fraintendimenti sul suo effettivo ruolo e le sue finalit\u00e0 ne risulterebbero compromesse.<\/p>\n<p>L&#8217;etica mondiale delle religioni \u00e8 sempre pronta ad accogliere i suggerimenti che provengono dalla filosofia, senza tuttavia aderire a nessuna delle teorie filosofiche sull&#8217;etica.<\/p>\n<p>Nella ricerca della saggezza per trovare soluzioni alle sfide imposte dalla scienza, la prima possibilit\u00e0 \u00e8 stata data alla religione, la quale, purtroppo, si \u00e8 rivelata incapace di svolgere tale impegnativo compito. Non volendo rinunciare alla ricerca, possiamo scendere di un livello, ove \u00e8 situata la scienza (e la tecnologia), e chiederci se essa possa riuscire dove la religione ha fallito. Non servono approfondite analisi per capire che la scienza, proprio per la sua natura, incontrer\u00e0 maggiori difficolt\u00e0. La scienza \u00e8 un mondo rarefatto di teorie, leggi e concetti che solo gli addetti ai lavori sanno comprendere. Tutti gli altri uomini ne sono categoricamente esclusi. Il tentativo di conferire alla scienza (e agli scienziati) il ruolo di risolvere i problemi dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 sempre fallito, poich\u00e9 la scienza, rispetto alla saggezza (che \u00e8 equilibrio tra ragione e sentimento) \u00e8 in grado d&#8217;interpretare al massimo grado l&#8217;istanza della ragione, mentre \u00e8 del tutto incapace di comprendere le ragioni del cuore. In conclusione, anche la scienza \u00e8 incapace di risolvere il problema di definire la nuova immagine dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Da un punto di vista razionale e laico, potremmo desiderare di disintossicare l&#8217;umanit\u00e0 dalla droga della religione e proporne l&#8217;abolizione. In tal caso, tuttavia, dovremmo proporre con\u00a0<em>che cosa<\/em>\u00a0sostituirla. Questo qualcosa dovrebbe avere tutte le caratteristiche positive e nessuna caratteristica negativa della religione. Potrebbe essere la scienza? No, perch\u00e9 la scienza, non solo non evita le guerre (la seconda guerra mondiale ne \u00e8 un tipico esempio, con l&#8217;uso delle bombe atomiche in Giappone), ma non \u00e8 neanche in grado di creare il senso di appartenenza come la religione (i conflitti tra le stesse comunit\u00e0 scientifiche ne sono una prova). Questo qualcosa, purtroppo, \u00e8 ancora da\u00a0<em>inventare<\/em>. Fino ad allora, sar\u00e0 la religione a tenere il timone dell&#8217;umanit\u00e0, nonostante le sue contraddizioni.<\/p>\n<p>Il discorso fin qui svolto ci ha portato a concludere che, di fronte al problema di superare i mali che affliggono oggi l&#8217;umanit\u00e0, tra cui le scelte per la creazione di una nuova immagine dell&#8217;uomo, le religioni hanno dichiarato la loro impotenza mentre hanno espresso fiducia in un&#8217;etica mondiale. Tale etica \u00e8, per\u00f2, realizzabile? La regola aurea e i quattro imperativi proposti nella\u00a0<em>Dichiarazione<\/em>\u00a0di Chicago possono superare le difficolt\u00e0 insite nelle dottrine teologiche delle religioni? S\u00ec, se l&#8217;etica prefigurata diventa\u00a0<em>operativa<\/em>. Sono solo due le possibilit\u00e0 affinch\u00e9 ci\u00f2 avvenga: che l&#8217;etica\u00a0<em>interiorizzata<\/em>\u00a0o\u00a0<em>imposta<\/em>. Interiorizzare una concezione etica significa portare i suoi principi, imperativi e norme nella propria coscienza e farli assurgere a ragioni delle proprie azioni.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la probabilit\u00e0 che oggi l&#8217;umanit\u00e0 intera interiorizzi la concezione etica proposta nella\u00a0<em>Dichiarazione<\/em>? E&#8217; inutile farsi illusioni: la probabilit\u00e0 \u00e8 uguale a zero. Da ci\u00f2 segue che la proposta di costituire un&#8217;etica mondiale \u00e8 di per s\u00e9 affascinante e di enorme valore ideale, ma \u00e8 solo un sistema teorico di scarsa utilit\u00e0 pratica. Se la religione \u00e8 incapace di risolvere le sfide presenti e future dell&#8217;umanit\u00e0, allora anche l&#8217;etica mondiale, se non trova pratica attuazione, riveler\u00e0, per ragioni diverse, la stessa incapacit\u00e0.<\/p>\n<p>Se \u00e8 praticamente impossibile agire nel presupposto di un&#8217;etica condivisa, qual \u00e8 allora la probabilit\u00e0 di attuare un&#8217;etica imposta? Chi ha la capacit\u00e0 d&#8217;imporre una concezione etica? La risposta va ricercata nelle forme di governo. Al tempo presente, \u00e8 in atto un processo che tende a estendere in tutti i paesi del mondo i principi e le regole della\u00a0<em>democrazia<\/em>, nella convinzione che, solo in tal modo, si possa garantire a tutti gli uomini il godimento dei diritti soggettivi e sociali.<\/p>\n<p>La democrazia \u00e8 veramente in grado di definire la nuova immagine dell&#8217;uomo? E&#8217; proprio nell&#8217;esercizio dei diritti acquisiti che ogni uomo vorrebbe partecipare alle decisioni riguardanti il suo futuro. Se la decisione da prendere riguarda la nuova immagine dell&#8217;uomo, da creare con le tecniche della pi\u00f9 avanzata\u00a0<em>ingegneria genetica<\/em>, la diversit\u00e0 di opinioni al riguardo sarebbe enorme. Al limite, ogni uomo potrebbe avere la sua opinione personale, che cercherebbe di far prevalere sulle altre poich\u00e9 in essa lui crede con profonda convinzione. Il risultato sarebbe una specie di &#8220;torre di babele&#8221;, in cui tutti parlano ma nessuno comprende ci\u00f2 che gli altri dicono. Sar\u00e0 mai possibile prendere una qualsiasi decisione in tali condizioni, soprattutto se essa si riferisce al futuro della specie umana? Francamente, ritengo di no.<\/p>\n<p>Se anche la democrazia rivela la sua impotenza, che fare? Rassegnarsi a un destino che preannuncia l&#8217;estinzione della specie umana o continuare a ricercare una soluzione alternativa valida? Chi scrive crede nell&#8217;etica e nella sua capacit\u00e0 di unire gli uomini intorno a un progetto futuro. Ma tale progetto, per realizzare il\u00a0<em>bene comune<\/em>, se necessario, deve essere imposto. Se non pu\u00f2 essere imposto da uno stato democratico, allora bisogna guardare nella direzione di una diversa forma di potere statale. Chi pu\u00f2 avere l&#8217;autorit\u00e0 e il potere d&#8217;imporre un&#8217;etica globale all&#8217;intera umanit\u00e0 se non una Comunione di saggi al cui vertice \u00e8 l&#8217;Uno illuminato? Senza remore o infingimenti, potremmo denominare l'&#8221;Uno illuminato&#8221; come &#8220;Tiranno illuminato&#8221;, premettendo che il tiranno di cui qui si parla non \u00e8 il tiranno che abbiamo conosciuto nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, dal tiranno di Siracusa a Hitler. Il Tiranno illuminato \u00e8, invece, un uomo dotato di grande carisma, di eccezionali doti intellettive e di profonda saggezza. Egli deve saper coniugare la ragione con i sentimenti, che sono i pilastri che sorreggono l&#8217;uomo integrale. Egli deve essere in grado di comprendere i bisogni materiali dell&#8217;umanit\u00e0, ma deve anche saperli plasmare con i pi\u00f9 alti valori spirituali (il vero, il bene, il giusto, il bello). Un uomo con queste qualit\u00e0 governer\u00e0 non con il terrore ma con il consenso, poich\u00e9 tutti riconosceranno e accetteranno la sua guida illuminata. Un uomo cos\u00ec potente, autorevole e saggio saprebbe in quale direzione orientare i cambiamenti genetici resi possibili dalla scienza per la creazione dell&#8217;uomo nuovo. Sottomettendosi alla sua guida illuminata, l&#8217;umanit\u00e0 potrebbe evitare il rischio dell&#8217;autodistruzione.<\/p>\n<p>Il Tiranno illuminato, tuttavia, non nasce dal nulla o dalla mente di Giove come Minerva. Il suo avvento deve essere preparato gi\u00e0 da ora da uomini di qualit\u00e0, senza distinzione di sesso, colore della pelle, lingua, religione e cultura, che io chiamo &#8220;Illuminati&#8221;. Sono proprio loro che creeranno le condizioni storiche e sociali da cui emerger\u00e0, al momento giusto, colui che dovr\u00e0 assurgere a Guida suprema dell&#8217;Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare che un uomo come quello che io ho delineato non esiste. Anche se esistesse, dovrebbe emergere dalla democrazia. Come potrebbe, infatti, un uomo che vive in uno stato democratico, ove esiste la tendenza a livellare verso il basso l&#8217;umanit\u00e0, acquisire il potere e l&#8217;autorit\u00e0 di governare il mondo come Tiranno illuminato? Gi\u00e0 in condizioni normali sarebbe impossibile. Le condizioni attuali in cui versa l&#8217;umanit\u00e0 stanno degenerando gradatamente, per cui \u00e8 facile prevedere che si arriver\u00e0 a un punto in cui le regole sociali saranno rotte e si scivoler\u00e0 inevitabilmente nell&#8217;anarchia. A quel punto, come Aristotele ha dichiarato, il superamento dell&#8217;anarchia sar\u00e0 possibile solo con l&#8217;avvento del tiranno cui si delegheranno tutti i poteri, a condizione che egli riporti l&#8217;ordine nella societ\u00e0 e garantisca la sopravvivenza degli esseri umani. E&#8217; solo in questo stadio dell&#8217;umanit\u00e0 che potrebbe fare la sua comparsa il Tiranno illuminato. A differenza di tutti gli altri tiranni, egli, dotato delle qualit\u00e0 gi\u00e0 descritte, potr\u00e0 guidare l&#8217;evoluzione della specie umana. Sar\u00e0 lui, e solo lui, assistito da scienziati e da saggi, a decidere come creare l&#8217;uomo nuovo. Il tempo del suo avvento, tuttavia, non \u00e8 vicino. E&#8217; possibile, intanto, che l&#8217;umanit\u00e0 sprofondi nell&#8217;anarchia pi\u00f9 pura e non riesca a sopravvivere.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scopo di questo saggio \u00e8 quello di mostrare le strette relazioni che intercorrono tra la religione, l\u2019etica e la societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":524,"parent":510,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"includes\/temp-page-fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-354","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=354"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1203,"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/354\/revisions\/1203"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/510"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dignityorder.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}